Sei un cliente fedele? In UK sei penalizzato, e in Italia?

cliente fedele

Ieri sul Daily Mail è uscito un interessante articolo sulle tariffe di luce e gas. Il mercato inglese è caratterizzato da un oligopolio di fatto di sei grossi operatori, di cui due attivi anche in Italia (la tedesca E.On e la francese EDF tramite la controllata Edison).

Accade un po’ quello che siamo abituati a vedere nel mercato della telefonia. Per accaparrarsi i clienti, queste società propongono tariffe molto vantaggiose, per poi aumentarle dopo un anno o due. In questo modo, il Daily Mail ha calcolato che un cliente paga in media 14 £ in più al mese (circa 15 €).

Con questa strategia, è stato calcolato che in cinque anni le sei utilities hanno incamerato extra ricavi per 7,3 miliardi di £ (quasi 8 miliardi di €). In pratica, i clienti fedeli “finanziano” le acquisizioni dei nuovi clienti.

Questo meccanismo è reso più facile dalla presenza della cosiddetta Standard Variable Tariff (SVT). Quando, dopo uno o due anni, termina la validità delle condizioni promozionali, è prevista l’applicazione di un’offerta standard a prezzo variabile, che mediamente è più cara del 30%. In questo modo, le società non hanno bisogno di comunicare il cambiamento delle condizioni economiche al cliente, che quindi può tranquillamente non accorgersene per mesi o anni.

E in Italia come siamo messi?

Almeno fino a metà 2019, per l’energia elettrica esisterà ancora il Servizio di Maggior Tutela. Questo prevede condizioni applicate di default dal fornitore locale e aggiornate trimestralmente dall’Autorità per l’energia.

Secondo l’ultimo Rapporto sul Monitoraggio Retail dell’Autorità, nel 2015 i clienti sul Mercato Libero hanno pagato in media il 7% in più rispetto alla tariffa regolata. Un’analisi più dettagliata effettuata dallo staff di altrabolletta.it ha però fatto emergere due aspetti rilevanti:

  • due terzi dei clienti domestici hanno cambiato tariffa ma non fornitore;
  • più della metà dei clienti domestici ha pagato un prezzo inferiore alla tariffa di tutela.

In particolare, per il primo punto l’Autorità stessa rileva che molti dei passaggi da Tutela a Libero avvengono all’interno dello stesso gruppo societario. Il fornitore “storico”, che già conosce il cliente, cerca quindi di dirottarlo su offerte diverse da quella regolata dall’Autorità. Questo perché la marginalità della tariffa Autorità è fissata da quest’ultima, mentre nelle offerte di Mercato Libero il fornitore può gestirla a piacimento.

Invece, con riferimento al secondo punto, nostre elaborazioni su dati della Relazione Annuale AEEGSI 2016 ci hanno portato a rilevare che circa il 55% dei clienti passati sul mercato libero ha avuto un risparmio rispetto alla tariffa di tutela. Inoltre, gli altri potrebbero aver pagato un prezzo maggiore a causa della presenza di servizi aggiuntivi, quali assicurazioni, monitoraggio energetico, ecc.

Quindi cosa devo fare per risparmiare?

Potenzialmente, un consumatore consapevole può arrivare a risparmiare oltre 200 Eur/anno, pari al 20% delle bollette medie di luce e gas e il 40% della componente liberalizzata.

Almeno all’inizio, questi vantaggi possono ulteriormente aumentare. Ad esempio, passando alla Tutela SIMILE un cliente domestico può guadagnare oltre 100 € solo sull’energia elettrica.

Per questo è importante vigilare costantemente sulle tariffe che il proprio fornitore applica, e come per il telefono è meglio cambiare spesso. Ma non troppo spesso, perché i fornitori sempre più frequentemente offrono sconti subordinati a un certo periodo di permanenza.

Per orientarsi nella miriade di offerte disponibili, ovviamente non possiamo che consigliarvi di utilizzare il nostro comparatore 🙂

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