Nella bolletta di Salvini ci sono 47 € di tasse. Oppure no?

In un post su Facebook, ieri il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha dichiarato che una famiglia che non consuma energia elettrica paga 47 € di tasse:

In pochi minuti ha dato molti spunti per un bel fact checking. Pronti?

Ci sono davvero 47 € di tasse nella bolletta di Salvini?

Spoiler: no. Il video non è sufficientemente chiaro per capire chi sia il fornitore e se si tratti di una fornitura in Maggior Tutela o di Mercato Libero. Tuttavia, nel caso particolare cambia poco, visto che non ci sono consumi.

Le tasse propriamente dette sull’energia elettrica sono di due tipi:

  • accise, proporzionali al consumo: quindi nella bolletta di Salvini non sono applicate;
  • IVA, in aliquota del 10% sul totale imponibile: su un totale di 47 €, quindi, si tratta di circa 4,2 € di tasse vere e proprie.

Allora di quali voci è composta la bolletta di Salvini?

Come abbiamo spiegato qualche tempo fa, la bolletta della luce si compone di varie voci. Alcune vengono liberalmente scelte dal fornitore, altre sono definite dall’Autorità per l’energia.

Tra le voci applicate dal fornitore, nella maggior parte delle offerte l’unica che prevede una quota fissa indipendente dal consumo è il corrispettivo di commercializzazione (PCV), che vale circa 58 €/anno. Vi è poi la quota fissa per il dispacciamento in bassa tensione (dispBT) che va in diminuzione di circa 15 €/anno. In totale, nei due mesi della bolletta di Salvini queste voci valgono 7,18 € di imponibile.

Ci sono poi tutta una serie di costi che sono dovuti al solo fatto di essere allacciati alla rete elettrica. Alcuni di questi sono in quota energia, e quindi non sono applicati nella bolletta di Salvini visto che non ha consumato.

Tra i costi applicati, ci sono quelli per i servizi di rete veri e propri, la cosiddetta distribuzione (o trasporto). In particolare, vi è un’altra quota fissa di circa 19 €/anno e una quota potenza di 21,48 €/kW/anno. Probabilmente Salvini ha 3 kW di potenza, come la maggior parte dei consumatori domestici, e perciò paga poco più di 64 €/anno. In totale, per il solo fatto di essere allacciato alla rete nella bolletta di Salvini (e in tutte le altre) in due mesi si sommano 13,94 € di imponibile.

Infine, ci sono tutta una serie di oneri “parafiscali”, legati a incentivazioni di vario tipo. Dal momento che Salvini ha dichiarato di non vivere in quel monolocale, possiamo supporre abbia tariffa non residente. Questo vuol dire che paga la quota fissa della componente A3, destinata a finanziare gli incentivi alle rinnovabili, che per i non residenti prevede una quota fissa di oltre 127 €/anno. Le altre componenti sono quasi tutte in quota energia o praticamente trascurabili. Tra tutto, valgono in due mesi ben 21,40 € di imponibile, quindi la maggior parte della bolletta di Salvini.

Riepilogo della bolletta di Salvini

In tutto vengono 42,51 € di imponibile, ai quali è applicata l’IVA che per le utenze domestiche è del 10%. Sono quindi altri 4,25 € da pagare, che portano il totale della bolletta di Salvini a 46,76 €. Di questi, la vera parte fiscale sono appunto i 4,25 € di IVA. Se vogliamo includere anche gli oneri parafiscali, arriviamo a 25,65 €, poco più della metà.

Quindi comunque la si veda, non si tratta affatto di 47 € di tasse come dichiarato da Salvini.

Ci resta tuttavia un dubbio: la bolletta di Salvini è di 47 € tondi, mentre dalle tariffe approvate dall’Autorità risulta un po’ meno.

Matteo, attento che forse il tuo fornitore ti sta fregando sugli arrotondamenti. Vieni a trovarci per verificare se c’è un’offerta migliore 🙂