Mercato libero dell’energia elettrica: un’esperienza diretta

esperienza mercato libero

Dopo tanta teoria, stavolta passiamo alla pratica: vi voglio raccontare come mi sono districato in questi anni sul mercato libero dell’energia elettrica.

Il mio punto di vista è privilegiato. Ho iniziato a lavorare per una società di vendita sul mercato libero nel 2005, subito dopo la laurea. Ho potuto quindi vivere in prima persona l’apertura del mercato, e quando tutti i consumatori hanno potuto iniziare a scegliere il proprio fornitore posso dire “io c’ero”.

La mia storia sul mercato libero

All’inizio, quando ero un po’ più giovane, vivevo in casa coi miei. L’ultima parola spettava quindi al babbo, visto che i contratti erano tutti intestati a lui. Ed era abbastanza reticente a cambiare, timoroso come molti di prendere fregature.

E come dargli torto? Ricordo bene cosa successe quando, il primo Luglio 2007, iniziò la liberalizzazione. Con la prima bolletta il fornitore storico allegò una comunicazione diciamo “dubbia” per aderire al mercato libero. Fortunatamente, lavoravo già da un po’ nel settore e mi bastò un’occhiata per capire che i prezzi proposti erano ben più alti degli attuali. E quindi papà rimase sotto l’ala protettrice dei prezzi Autorità per molti altri anni.

Dopo un po’ andai a vivere per conto mio, ed ero quindi libero di scegliere. Purtroppo sono passati un po’ di anni e ho fatto pulizia delle bollette più vecchie. Però mi restano comunque cinque anni di storia da raccontare.

Vivendo da solo ed essendo al lavoro per la maggior parte del tempo, mi orientai fin da subito sulle tariffe biorarie più spinte. Quindi prezzi assurdamente alti in fascia 1, ma molto bassi in fascia 2-3 che pesava l’80% dei miei consumi.

Continuai con questa strategia cambiando fornitore circa una volta all’anno, o anche più spesso. Lavorando nel settore bene o male sapevo quando poteva essere il momento buono. Poi ovviamente un’occhiata in giro la davo ugualmente, e un paio di volte ho cambiato non tanto per convenienza economica ma solo per testare un nuovo fornitore.

Rispetto al normale consumatore, inoltre, avevo l’opportunità di aderire alle offerte dipendenti delle aziende per cui ho lavorato. Tuttavia, non sempre erano le più convenienti, e infatti le ho usate solo per un periodo limitato.

Quanto conviene il mercato libero?

La risposta non può che essere: “dipende”.

Per valutare cosa scegliere infatti è fondamentale conoscere i propri consumi: questo mi ha permesso di orientarmi prima verso le offerte biorarie, perché sapevo che consumavo pochissimo di giorno, e poi su quelle senza quote fisse, perché sapevo di avere consumi mediamente bassi.

Però con un po’ di attenzione e di sana “infedeltà” si riescono a ottenere vantaggi significativi. Ho fatto un po’ di casini con la stampa di alcune bollette, quindi i dati sono incompleti. Comunque queste sono state le mie performance:

Fornitore Periodo Vantaggio
Enel Energia gen-13 / giu-13 9,07 16,4%
E.On lug-13 / apr-14 17,00 18,0%
Enel Energia mag–14 / nov-14 6,55 11,7%
Edison Energia dic-14 / feb-15 7,20 21,0%
Enel Energia mar-15 / dic-15* 67,36 47,9%
Europe Energy gen-16 / apr-17* 27,24 31,2%

Le righe con gli * sono dove mi son perso parte delle bollette. Il vantaggio in percentuale è sulla componente energia, quindi sul totale della bolletta va più che dimezzato. In media ho risparmiato quasi 40 € all’anno, su una bolletta media di poco più di 200. Però sono stato parecchio fortunato nel 2015, altrimenti il risparmio sarebbe stato la metà.

I dati si fermano ad Aprile 2017 perché da Maggio ho fatto un po’ il furbetto. Ho dato infatti disdetta al mio fornitore per tornare in maggior tutela e poter così aderire alla Tutela SIMILE. Mi è arrivata giusto pochi giorni fa la prima bolletta, che mi farà overperformare anche sul 2017:

bolletta tutela simile

Ma vale la pena fare tutto questo casino per così poco?

Nel mio caso c’è ovviamente una certa dose di deformazione professionale. Per un consumatore medio di primo acchito mi verrebbe da dire, contro il mio interesse: probabilmente no.

Però se poi ci ragioniamo un po’, non è poi così diverso da quanto facciamo in molti altri aspetti della nostra vita. Pensiamo alla benzina: se mi va bene, posso trovare un distributore che mi fa risparmiare 10 cent al litro. E deve andarmi tanto bene. Se percorro 15.000 km all’anno facendone 15 con un litro, il mio risparmio vale 100 € all’anno. Che non è poi tanto di più di quanto può risparmiare una famiglia media scegliendo bene sul mercato libero.

Purtroppo scegliere bene non è così semplice come per la benzina. Per questo abbiamo fondato altrabolletta.it: il nostro obiettivo è far sì che confrontare le offerte di luce e gas diventi semplice quanto scegliere il distributore di benzina più economico. Anzi, vogliamo che lo sia di più: per questo ad esempio stiamo progettando il servizio alert che invii una notifica agli utenti registrati quando censiamo nuove offerte più convenienti della loro attuale.

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