Come è fatta la bolletta della luce?

cos'è la spesa per la materia energia

Quanti, quando ricevono la bolletta della luce, si limitano a guardare il totale da pagare perché non tutto il resto pare arabo? Probabilmente quasi tutti. Tuttavia, per poter scegliere consapevolmente il proprio fornitore e non farsi fregare serve iniziare a capire cosa ci stanno fatturando. Con questa breve guida inizierai a capire meglio la tua bolletta della luce. Poi nelle prossime settimane pubblicheremo anche quella per il gas.

Servizio di tutela o mercato libero?

La prima cosa importante è capire in quale mercato si è serviti. Non si può negare che nel corso degli anni il fenomeno di passaggi più o meno forzati verso il mercato libero non sia avvenuto, specie quando le società che effettuavano i due servizi erano praticamente omonime e indistinguibili a livello di marchio.

Fortunatamente è obbligatorio indicare questa informazione: è pubblicato sulla prima pagina della bolletta, di solito in alto.

mercato-libero-o-tutelato
scusate la censura 🙂

Possono esserci scritte due cose:

Perché quest’informazione è importante? Perché alcune offerte sono riservate solo ai clienti provenienti da maggior tutela, o prevedono condizioni migliorative per questi clienti. Ad esempio, non puoi aderire alla Tutela SIMILE se sei già sul mercato libero.

Dati del cliente e della fornitura

Sempre in prima pagina, trovi tutta una serie di dati riepilogativi. Oltre all’intestazione della bolletta, sono indicati gli estremi del punto di fornitura. Infatti non è detto che la somministrazione dell’energia elettrica sia effettuata all’indirizzo del destinatario. Per questo motivo vengono riportati entrambi gli indirizzi, anche quando coincidono.

Le informazioni più importanti sono:

  • il codice POD, che è un identificativo univoco indispensabile da comunicare al nuovo fornitore per effettuare correttamente il passaggio;
  • il consumo annuo, utile per riuscire a stimare la spesa con il nostro comparatore e scegliere l’offerta effettivamente migliore per il proprio livello di consumo;
  • numero del servizio guasti, da chiamare in caso di problemi tecnici sulla fornitura. Attenzione: in questi casi non si chiama il proprio fornitore, ma il distributore locale.

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Sintesi dei consumi e degli importi

Infine, sempre nella prima pagina vengono evidenziate le informazione sul consumo fatturato e gli importi complessivi delle varie voci di spesa.

Il consumo viene espresso in kWh, e sarebbe buona norma controllare che sia effettivamente quello letto sul contatore. Talvolta, per incassare prima i fornitori effettuano una prima fatturazione di acconto con consumi stimati, per poi conguagliare alla bolletta successiva con i dati reali.

In questi casi, è consigliabile prendere l’abitudine di inviare l’autolettura al fornitore. Le informazioni e le modalità per effettuare la comunicazione sono riportate sulla bolletta.

Infine, per sapere quanto spendi, è riportato il costo medio unitario. Sono presenti in realtà due tipologie di costi medi:

  • costo medio unitario della bolletta, pari al totale da pagare diviso il consumo. Non comprende eventuali altri costi, tra cui in particolare il Canone RAI;
  • costo medio unitario della spesa per la materia energia, che è la parte del costo precedente dovuto solo alla fornitura di energia vera e propria.

A questo punto ti starai chiedendo: “energia vera e propria? Perché, nella bolletta della luce c’è anche altro?”. Ebbene sì, scopriamolo insieme.

Le voci della bolletta della luce

Oltre al Canone RAI, che non c’è bisogno di spiegare cosa sia, nella bolletta della luce sono compresi vari costi. L’Autorità ne distingue cinque tipi:

  1. Approvvigionamento energia: è il costo “vero” dell’energia elettrica, composto a sua volta da:
    1. componente energia, che rappresenta il costo di produzione dell’energia elettrica;
    2. componente dispacciamento, che comprende i costi “accessori” per compensare le variazioni istantanee di potenza e mantenere in equilibrio il sistema elettrico;
  2. Commercializzazione al dettaglio: remunera i costi commerciali del fornitore, tra cui quelli di acquisizione, l’operatività di sportelli e call center, la fatturazione e la morosità;
  3. Spesa per il trasporto e la gestione del contatore: corrisponde ai costi necessari a far arrivare l’energia elettrica dai luoghi di produzione fino a ogni singola abitazione;
  4. Spesa per oneri di sistema: include tutta una serie di costi cosiddetti parafiscali, tra cui i sussidi alle fonti rinnovabili (eolico, solare, ecc.) e i costi per il decommissioning delle vecchie centrali nucleari;
  5. Imposte: serve spiegare? 🙂

I primi due punti dell’elenco rappresentano insieme la spesa per la materia energia di cui parlavamo prima.

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