Aumento delle bollette dal 2018? Sì, ma non per tutti

In una segnalazione a Governo e Parlamento pubblicata oggi, l’Autorità per l’energia fa presente il rischio di aumento delle bollette per 22 milioni di famiglie.

In previsione della conclusione del processo di riforma delle tariffe iniziato quest’anno, da Gennaio dovrebbe cambiare la struttura di una parte della bolletta dell’energia elettrica. Infatti quella relativa agli oneri di sistema ha ancora una struttura progressiva e differenziata tra consumatori residenti e no. Questo penalizza nettamente questi ultimi, come ha fatto recentemente notare anche il leader leghista Matteo Salvini.

Cosa dovrebbe cambiare nel 2018?

La riforma in atto prevede l’eliminazione di ogni progressività in bolletta. Detto più semplicemente, vuol dire che le diverse tipologie di clienti pagheranno un’unica tariffa a qualsiasi livello di consumo. Attualmente, questa progressività è ottenuta in due modalità:

  • corrispettivi come la quota fissa della componente A3 sono applicati solo ad alcune tipologie di clienti;
  • gli oneri di sistema hanno un prezzo più basso per i primi 1.800 kWh, per poi aumentare oltre tale soglia.

Questa struttura avvantaggia principalmente i consumatori residenti che consumano poco. Visto che le necessità di incasso sono costanti, avere un prezzo unico identico per tutti vuol dire che chi oggi paga meno è destinato a vedere un aumento delle bollette a vantaggio di chi invece ha costi maggiori.

Dal momento che questa riforma riguarda dei corrispettivi non soggetti a liberalizzazione, l’impatto sarebbe pressoché identico sia per chi è fornito sul mercato libero che per chi è rimasto in tutela.

Cosa propone l’Autorità per limitare l’aumento delle bollette

Questa riforma si accavalla con quella degli incentivi a favore dei grandi consumatori di energia. L’impatto delle due revisioni è stato stimato dall’Autorità per l’energia all’interno della segnalazione:

aumento delle bollette 2018

Risultano particolarmente penalizzati gli utenti con minori consumi, soprattutto se residenti. L’Autorità quantifica questi in circa 22 milioni di abitazioni su 29 totali, quindi con un potenziale impatto redistributivo tutt’altro che irrilevante. Ancora più significativo sarebbe l’aumento delle bollette in termini percentuali:

grafico aumento delle bollette 2018

Per questo motivo, l’Autorità propone a Governo e Parlamento di posticipare di un anno questa parte della riforma, e quindi rimandare al 2019 le variazioni in verde nel grafico. Quindi, se consumi poco devi sperare che questa proposta venga accolta per evitare un aumento delle bollette. Viceversa, se consumi tanto meglio per te che si vada avanti secondo i tempi previsti. Insomma, non ci resta che attendere per scoprire quanto dovremo pagare nel 2018.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*